Numero 276: Base Cumulo

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Giorgio Faletti scrisse: “Il limite dei furbi è che non riescono ad esimersi dall’esibire i frutti della loro furbizia, prima o poi”. Cosa centra questo aforisma con il volo libero? Centra eccome: alcuni “furbi”, non la fanno sporca, ma esibiscono le loro tracce su XContest, divulgano trionfalmente video nei social network, ed a volte sono addirittura osannati nei commenti ai post sottostanti. Tali tracce, tuttavia, dimostrano inaccettabili violazioni.

Ad esempio, si è visto un video di un parapendista mentre atterra in piena città, a Padova, nel primo slargo adiacente la stazione dei treni e delle corriere (dopo essersi fatto una quarantina di chilometri in pieno CTR) e lo stesse supereroe ha pure pubblicato la traccia; ancora, si legge di paramotoristi che fanno la passeggiata nel centro storico di grosse città, volandoci sopra a quote minime; non da meno, vengono diffusi voli che sarebbero splendidi e ci farebbero alzare in piedi ed applaudire, se non fosse che attraversano aree aeroportuali o sentieri di avvicinamento di rotte commerciali. E questo solo per citare alcuni casi.

Non mi faccio una ragione, come avvocato, di comprendere l’idiozia di chi pubblica le tracce dalle quali si evince una illegittimità così evidente che risulta essere addirittura peggio di una confessione scritta. Come se un ladro, dopo che esce dall’appartamento che ha svaligiato, lasciasse il proprio selfie e scrivesse: “Mario Rossi è stato qui, se volete arrestarmi mi trovo in Via dei Matti al numero 0”.

Nemmeno come sportivo riesco a farmene una ragione. XContest, oltre che una vetrina nella quale un pilota orgoglioso (“orgoglione”, direbbe un altro comico) pubblica le proprie performance, è e rimane una competizione. Come ogni gara ha le sue regole, tra le quali c’è quella che proibisce di entrare in uno spazio aereo. Se, pertanto, intendo raggiungere una certa meta, e mi trovassi tra i piedi un paio di CTR o aree aeroportuali, dovrei aggirarli. Il mio volo sarebbe dunque alquanto più lungo e difficoltoso e, con ogni probabilità, non riuscirei ad eguagliare quello di chi, invece, se ne frega e passa dritto … e poi si gloria in internet della propria “impresa”. Non è sportivo.

Infine, non me ne faccio una ragione come pilota. Infatti, per le bravate di alcuni, la maggioranza dei piloti corretti rischiano di vedersi applicate restrizioni e ritorsioni da parte delle Autorità. Già viviamo nel Paese con i maggiori spazi aerei del mondo … non ci sarebbe proprio bisogno di essere ulteriormente limitati.

Questi furbi dovrebbero evitare di essere tali ma, se proprio non ne possono fare a meno, almeno si esimessero dall’esibirsi e dall’esibire le loro tracce creando un’ombra negativa sull’opinione pubblica e delle autorità sul volo libero.

Non equivocatemi, non intendo affatto fare il Savonarola del volo, il fondamentalista degli spazi aerei, e non sono scandalizzato quando un pilota commette una leggerezza, o sfora uno spazio. Gli spazi aerei italiani sono uno scandalo di sovrabbondanza. Insistono in luoghi e quote ove non v’è alcun senso per cui debbano esistere e, spesso, dove il volo libero non dà alcun fastidio o costituisce alcun pericolo.

Non per questo ci si deve sentire in diritto di volare in posti dove, invece, gli spazi aerei sono più che giustificati, come il centro di Padova, le aree aeroportuali e così via. Una innocente, innocua violazione ci fa sorridere, ed è tollerabile. Troverà in me un difensore convinto. Ma una violazione macroscopica non si deve fare perché potrebbe fare davvero tanto male a tutti i piloti. Come sarebbe bello, nei giorni quando si formano quelle meravigliose strade di cumuli in pianura, decollare chessò, da Bassano, e atterrare magari in spiaggia a Jesolo, accanto ad un chioschetto con lo spritz e mettere i piedi nudi in acqua. Me lo sogno da quando ho iniziato a volare e, qualche volta, mente sono in auto mi scopro a guardare il cielo e pensare “oggi per di là si potrebbe anche fare”. Peccato che in mezzo ci sia una zona di traffico particolarmente delicata che comprende il corridoio dell’aeroporto di Venezia e quello di discesa verso Treviso, oltre a basi militari dell’aeronautica. Bisogna accettare il fatto che un volo da sogno, a volte, semplicemente rimane un sogno di volo, perché non si può fare. Punto. Esattamente come non ci si può costruire una bella villetta nel parco nazionale del Gran Paradiso, che piacerebbe a tutti. Con questo andazzo, tuttavia, ci aspettiamo che prima o poi arrivi il furbo di turno che, non solo al chioschetto ci arriva, ma posta un video in cui saluta con la manina il pilota di un A320 in decollo che gli arriva da sotto. Infatti, a leggere certi commenti nei post di Facebook, sembrerebbe che l’eccessiva presenza di spazi aerei possa in qualche modo legittimare qualsiasi violazione e che, anzi, più la violazione è grossa, più l’autore diventa un eroe. Sappiate, invece, che non siete eroi, e del resto nemmeno furbi, siete solo degli idioti indifendibili. Indifendibili soprattutto da tutti noi, piloti veri, che per le vostre bravate rischiamo di non poter più volare anche laddove ora è permesso. Perché se un pilota commette un’infrazione clamorosa rimane un fatto isolato, ma se poi, come sembra, iniziano a scatenarsi gli emuli, perché, tanto, se lo fa lui lo posso fare anch’io, in due e due quattro tutti noi piloti sportivi saremo trasformati, nell’opinione generale, come incoscienti e pericolosi soggetti da fermare e mettere a terra. Prima di fare i furbi e, ancor più, prima di esibire i frutti della vostra furbizia, pensateci bene.

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